Palazzo Sansedoni Bonelli

Il Palazzo Sansedoni rappresenta un episodio rilevante nel contesto artistico e architettonico della cittĂ  la cui commissione si deve ad una delle famiglie piĂą prestigiose del Medioevo.

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21.06.07
Presentazione del volume di Giulia Vivi “Palazzo Zuccantini Zondadari alla Lizza. Da residenza aristocratica ad albergo di lusso (XVI-XX secolo)”
eventi
dal 12.05.07 al 04.11.07 ore 11:00  -  Palazzo Chigi Saracini
Palazzo Sansedoni
a cura di Laura Bonelli

La storia e l’architettura

Il Palazzo Sansedoni rappresenta un episodio rilevante nel contesto artistico e architettonico della città la cui commissione si deve ad una delle famiglie più prestigiose del Medioevo. Le vicende architettoniche dell’edificio sono piuttosto complesse, abbiamo notizie di una prima costruzione verso la metà del Duecento, quando fu edificata la grande torre, alta circa 62 metri da terra che fu distrutta nel 1760 perché pericolante. Il palazzo presenta due facciate, una verso via Banchi di sotto di cui esiste il progetto originale (1340) ma che fu ristrutturata nel Seicento adeguandosi al gusto corrente e quella su Piazza del Campo, ultimata nel 1779, che si qualifica come la più rappresentativa espressione di quella corrente gotica dell’età barocca che non poco peso ha avuto nel formulare l’immagine medievale della Siena di oggi.

La famiglia Sansedoni

Per l’affermarsi della famiglia nel contesto sociale e politico della città ebbe un ruolo fondamentale Ambrogio Sansedoni (Siena, 16 aprile 1220 - 20 marzo 1286), il frate domenicano che convinse Papa Gregorio X a revocare la scomunica sulla città e che l’arte senese glorificò nei secoli. e, nel Seicento, Rutilio Sansedoni, che, scampato miracolosamente a malattia fece erigere, nelle stanze già appartenute al beato, una cappella che si configura come gioiello barocco e nella quale tutt’oggi si celebra la messa in ricorrenza della sua morte, alla presenza delle autorità cittadine.

Le decorazioni

Qui si può ammirare il gusto e lo sfarzo della corte medicea, alla quale erano all’epoca legati i Sansedoni e che si traduce nella preziosità dei marmi variegati e policromi, nelle pietre intarsiate e nei bronzi finemente lavorati da Massimiliano Soldani Benzi e Giovan Battista Foggini. Le decorazioni parietali furono commissionate ai maggiori pittori fiorentini del tempo: Anton Domenico Gabbiani (1697), Francesco e Giuseppe Melani (1726) , Giovan Domenico Ferretti e Pietro Anderlini (1745) che realizzarono un insieme di soggetti mitologico allegorici di grande effetto. Dal 1996 il Palazzo è sede della Fondazione Monte dei Paschi di Siena che ne ha curato gli ultimi, fondamentali, restauri.

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