a cura di Alberto Cornice
La storia e lâarchitettura
Dedicato allâAssunta, ebbe forma definitiva nel Due e Trecento, nellâintreccio di lessico romanico e gotico: questâultimo palese nella facciata, in parte di Giovanni Pisano. Il marmo bianco e nero, di matrice islamica e filtrato attraverso Pisa, riveste sia lâesterno e il campanile sia lâinterno. Qui il fitto alternarsi delle fasce orizzontali accentua la prospettiva verso lâaltare, centro religioso, imperioso âcammino direzionale visivoâ originato dalla articolazione cromatica. Allâaspetto medievale restano subordinati i limitati interventi tra XV e XVII secolo, anche la berniniana Cappella del Voto.
A lato si innalza altissima la mole âarcheologicaâ del trecentesco Duomo Nuovo, interrotto come per la punizione di un temerario peccato di orgoglio.
Le opere dâarte
Sono presenti i massimi scultori italiani: Nicola e Giovanni Pisani, Arnolfo di Cambio, Donatello, Jacopo della Quercia, Michelangelo, Bernini. Per i dipinti, sia murali sia dâaltare, si incontrano, oltre i senesi, non senesi Pintoricchio, Mattia Preti, Carlo Maratti.
Elemento di assoluta singolarità è il pavimento a tarsia, ininterrotto dal Due allâOttocento. Il programma iconografico non si limita a temi biblici e religiosi ma si estende a soggetti politici, pagani e forse esoterici, illustrati in tutto lo spazio che diviene, in un certo senso, un eccezionale tappeto di marmo.
Simboli religiosi e politici. Il culto della Vergine
Al di lĂ del ruolo naturale di devozione e sede vescovile, il duomo esprime con forza valori laici e civici: dai trofei per la vittoria di Montaperti (1260) alle mai interrotte manifestazioni di popolo per il Palio.
La religiositĂ dei senesi è da sempre al femminile: dalle mitiche Gea, Diana e Minerva alla âmodernaâ santa Caterina. Il culto centrale, quello per la Vergine Maria, è espresso anche nel sigillo medievale âSena Vetus Civitas Virginisâ, Siena antica CittĂ della Vergine, proclamata regina dello Stato. PiĂš volte, dal 1260 al 1944, nei momenti drammatici la cittĂ ha invocato la Madonna del Voto nella cappella in duomo: icona vetusta, quasi totemica. Per questa icona anche oggi i senesi entrano nel duomo, in una profana sacralitĂ spontanea e senza forzature.



