La pulitura è una fase molto delicata per il ri...
a cura di Marco Giamello
Diagnostica
Ogni qualvolta si intraprende un intervento di restauro di un monumento (dalla singola opera d’arte all’intera facciata di un edificio) sarebbe auspicabile disporre di tutta una serie di dati che permettano ai progettisti di redigere un progetto di restauro il più accurato possibile. A tal fine è necessario costituire un gruppo di studio che comprenda le diverse competenze: umanistiche, scientifiche e tecniche, che devono operare sotto il coordinamento di un responsabile (architetto o storico d’arte).
Fasi dello studio diagnostico
1. Realizzazione di un rilievo architettonico.
È necessario realizzare un rilievo architettonico del monumento, o un fotopiano referenziato, o entrambi, o meglio ancora acquisire dati (tra cui l’immagine digitale) con un laser scanner, allo scopo di avere una base, sia cartacea che digitale, su cui registrare le successive indagini.
2. Reperimento di notizie storico-archivistiche.
La ricerca storico-archivistica può portare importanti contributi di conoscenza riguardo alle vicissitudini costruttive e manutentorie, dalle più antiche alle più recenti, del monumento. I dati ottenuti in questa fase sono di fondamentale importanza per indirizzare le successive indagini scientifiche.
3. Osservazioni fenomenologiche macroscopiche.
L’osservazione diretta, effettuata tramite trabattello, braccio mobile o un vero e proprio cantiere diagnostico, è volta ad una prima caratterizzazione visiva dei materiali e delle condizioni delle loro superfici. Si effettuano osservazioni della distribuzione spaziale dei materiali, delle formazioni superficiali, delle tipologie di degrado, delle tracce di lavorazione delle superfici, ecc. Ciò può permettere, anche tenendo conto dei dati ottenuti nella fase precedente, l’individuazione delle eventuali varie fasi costruttive presenti e la formulazione di ipotesi circa la presenza di fenomeni di degrado in atto o pregressi. In questa fase vengono stabiliti i settori da campionare. Qualora siano presenti problematiche di ordine statico può essere necessaria la competenza di un ingegnere.
4. Prelievo dei campioni.
Scopo del campionamento è quello di prelevare campioni da analizzare per caratterizzare i materiali, le tipologie di degrado e le eventuali formazioni superficiali presenti. Il campionamento viene eseguito tramite il prelievo, con bisturi e/o piccoli scalpelli, di minuti frammenti (le dimensioni minime sono di 1 mmq) e polveri. È necessario produrre una dettagliata documentazione di ogni campione prelevato che, opportunamente siglato, è accompagnato dalla descrizione del motivo del suo prelievo, dall’ubicazione sul prospetto e dalle foto eseguite con campo via via più ristretto del punto di campionamento prima e dopo il prelievo.
5. Analisi di laboratorio.
Vengono eseguite analisi biologiche, chimiche, mineralogiche e petrografiche (vedi scheda progetto di restauro facciata del Duomo) per la caratterizzazione dei materiali lapidei costituenti il manufatto, delle loro tipologie di alterazione e delle formazioni superficiali presenti. Le analisi di laboratorio, con particolare riferimento alle analisi al microscopio ottico di sezioni sottili ed ultrasottili, consentono di distinguere i prodotti dell’inquinamento da quelli derivanti da sostanze applicate sulle superfici a scopo estetico.
6. Mappatura dei materiali e dello stato di conservazione.
Si procede alla verifica in situ della corrispondenza tra i dati di laboratorio e l’aspetto macroscopico dei materiali e delle tipologie di degrado e se ne riportano le distribuzioni su una foto dettagliata e referenziata del manufatto. La nomenclatura utilizzata per le tipologie di degrado è quella delle norma UNI 11182:2006 con eventuali integrazioni. I dati rilevati vengono poi elaborati con un GIS o altro analogo sistema informatico.
7. Prove di pulitura, consolidamento e protezione.
Si eseguono in posto prove con tecniche e prodotti diversi per la pulitura, il consolidamento e la protezione delle superfici, valutandone gli esiti con le analisi in laboratorio. È importante porre particolare attenzione alle tecniche e ai prodotti da impiegare per la pulitura perché, essendo questa una operazione irreversibile, si corre il rischio di asportare ciò che invece andrebbe mantenuto.
8. Redazione di un computo metrico estimativo.
Una volta stabilite le tecniche ed i prodotti da utilizzare per il restauro dei vari materiali interessati dalle diverse tipologie di degrado si applicano i costi unitari ai valori areali ricavati dal sistema informatico ottenendo il costo presunto dell’intero intervento.



